«Per esprimere un voto utile al ballottaggio di domenica prossima, chiediamo ai Candidati Sindaco, Ciro D’Alò e Michele Santoro, due cortesie.» A rivolgere questa richiesta sono Maria Ciniero e Valerio Bisanti per “Libera…Mente” dei Popolari di Grottaglie.

«La prima cortesia – scrivono Maria Ciniero e Valerio Bisanti, da usare verso l’elettorato cittadino, è quella di non perdersi in un inutile scambio di insulti personali e in piccole sciocche promesse di banale o minimo impatto sulla comunità locale. La seconda cortesia è quella di chiarire finalmente quale sarà la prospettiva politica, proposta ed eventualmente perseguita da ciascuno, in caso di un probabile mandato quinquennale, riguardo alle fondamentali categorie dell’economia sociale e della salute ecologica e sostenibile.

Volendo aiutare i contendenti in campo, poniamo, in modo più semplice, i nostri peculiari quesiti. Per una prospettiva di economia sociale, vorremmo sapere: quale futuro imprenditoriale e occupazionale potrà garantire il Polo industriale dell’aerospazio? Le piccole e medie imprese potranno sperare nell’istituzione di una Zona Economica Speciale, tra Porto marittimo e Aeroporto? Il sistema dell’indotto e il più ampio sistema della logistica potranno valorizzare l’artigianato tecnologico locale? L’artigianato tradizionale potrà godere di un particolare riconoscimento e di effettivi benefici? L’agricoltura sarà aiutata a evolversi in economia rurale? I giovani saranno orientati e seguiti nelle scelte educative e lavorative?

Altresì – prosegue la nota di “Libera…Mente” dei Popolari di Grottaglie , per una prospettiva di salute ecologica e sostenibile: l’Ospedale San Marco di Grottaglie potrà essere inserito in un Piano straordinario della sanità, regionale e ministeriale, contro le pesanti epidemiologie derivate dallo storico inquinamento industriale del territorio tarantino? Gli ambienti naturali, gli ambiti urbani ed extra urbani saranno protetti dall’inquinamento sconfinante e dal discarico abusivo, anche solo con una idonea sorveglianza e un tempestivo intervento? Il paesaggio e il patrimonio culturale verranno considerati beni comuni da conservare e da valorizzare? La produzione di energie pulite sarà incrementata? Lo smaltimento e il riciclo dei rifiuti saranno pianificati, attraverso congrue previsioni di spesa, innovative progettazioni tecnologiche e idonee programmazioni di area vasta?

La solidarietà verso le categorie deboli – concludono Maria Ciniero e Valerio Bisanti – potrà essere concretamente realizzata ed espressa vieppiù con una convinta cultura della dignità e della integrazione? Rispondete, se vi pare!»