“Il tema “Piani Sociali di Zona” necessità di una forte e sostenuto riesame. Nonostante i fondi siano garantiti agli ambiti, sono, d’altro canto, quantificati e ripartiti in modo insufficiente per il fabbisogno reale delle famiglie.

Una grossa fetta di risorse è impiegata, come sappiamo, nel Sad (Servizio Assistenza Domiciliare), nell’Adi (Assistenza Domiciliare Integrata), e nei piani di integrazione scolastica. A differenza di Sad e Adi, che ottemperano ai bisogni dettati dal territorio, gli enti locali sono obbligati a dare assistenza ai bambini in tema di “integrazione scolastica”.”

E’ quanto premette in una nota Ciro Petrarulo, candidato al consiglio Regionale 2020 in Puglia.

“Se si tiene conto, per esempio, che il Comune di Grottaglie può contare su circa 900.000 € l’anno dichiara Petrarulo – e solo 600.000 sono per l’integrazione scolastica (fattore, oltretutto, in costante aumento), è quasi impossibile per un ente attivare il resto di “obiettivi prioritari” così come li rivela la Regione Puglia. L’importanza di un “Centro di ascolto per famiglie”, tra le tante cose, con spazio neutro, sempre reclamato dalla Regione, non siamo in grado, purtroppo, di attivarlo per mancanza di fondi”.

“Altra procedura da correggere sarà quella inerente al “bonus libri”, per esempio. Se si tiene conto che una famiglia deve ottemperare ogni anno a settembre a una spesa di 600/700€ circa con soldi che probabilmente saranno erogabili in febbraio, è chiaro comprendere quanto le difficoltà siano elevate tanto per un #genitore quanto l’assessorato al ramo”.

“È necessario – continua Petrarulo – trovare un modo per arginare l’ostacolo. Così come, in tema di “integrazione sociosanitaria”, sarà necessario iniziare a lavorare con l’ASL affinché avvenga l’inserimento di una figura simile all’Oss – Operatore Sociosanitario (o meglio ancora un Osss – Operatore Sociosanitario Specializzato), all’interno di ogni plesso scolastico, così da ossequiare, oltre che a qualsiasi emergenza infermieristica, anche a quella di bambini diabetici, epilettici, ecc. Situazione che vede oggi ogni forma di docenza in condizioni davvero precarie d’intervento”.

“Ho condiviso pareri e incontrato operatori ed enti del settore – conclude Petrarulo – Questa è una delle tematiche che mi sta più a cuore, e ho intenzioni di approfondirla affinché le famiglie interessate possano condividere con me questo sentimento di risistemazione e crescita sociale e sociosanitaria in Puglia”.